Filoteo ALBERINI

(Orte, 1867-Rome, 1937)

alberini filoteo

Jean-Claude SEGUIN 

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Raffaele Alberini (Orte, 25/07/1834-Rome, 04/04/1911) épouse Candida Vecchiarelli (Orte, 12/06/1836-Rome, 04/01/1915). Descendance :

  • Filoteo Alberini (Orte, 14/03/1867-Rome, 12/04/1937) épouse (Rome, 07/12/1892) Luigia Maria Pascucci (08/09/1866-22/01/1922)
  • Veneranda Alberini épouse (Rome, 24/10/1904) Adamo Turi

Leontina Alberini ved. Santucci (Orte, 01/02/1875-Rome, 02/12/1937)

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Les origines (1867-1894)

Filoteo Alberini, dans les souvenirs qu'il a laissés, évoque ainsi son enfance :

Fin dalla mia fanciullezza sono stato un tipo alquanto bizzarro, e vi dirò subito che, mentre ero poco inclinato allo studio, avevo invece uno sfrenato desiderio di conoscere ed imparare tutte le arti e tutti i mestieri,desiderio questo da me raggiunto nel volgere degli anni.


ALBERINI, 1923: 6.

À l'adolescence, Filoteo Alberini va se prendre d'intérêt pour la photographie. Il évoque lui-même cette passion en ces termes :

Contribuì a questo una nuova arte che per puro caso mi si presentò: la fotografia! Avevo allora 15 anni. Capitò al mio paese un fotografo ambulante. Curioso anche in questo caso di ficcarvi il naso feci del tutto per accattivarmi la simpatia del fotografo e subito divenni il suo servitorello - così mi chiamava. Rammento allorché per la prima volta vidi riprodurre nel vetro smerigliato della macchina fotografica le immagini capovolte e a colori, non vi saprei descrivere ciò che io provassi in quel momento! Appresi facilmente le diverse manipolazioni occorrenti per ottenere una fotografia, tanto che il mio padrone fu sorpreso e si compiaceva dei risultati del suo allievo. Venne il giorno del distacco che mi lasciò molto avvilito. Dopo pochi giorni venni a sapere che un vecchio prete aveva una macchina fotografica!Non fui tranquillo fin tanto che lo convinsi di vendermela, sostenendo. 


ALBERINI, 1923: 6.

Vers 1884, alors qu'il est âgé de 17 ans, il part pour Rome avec l'intention de se perfectionner dans l'art photographique. Il s'inscrit ainsi dans plusieurs écoles :

Incominciai a frequentare la scuola tecnica serale in Piazza Madama, la scuola di disegno, prospettiva e plastica alla scuola di San Giuseppe Capo le Case, la scuola del nudo all'Accademia di Francia, ero assiduo nelle Biblioteche e finalmente non mancavo soffermarmi in qualche officina meccanica e visitare gli Istituti scientifici.


ALBERINI, 1923: 6.

Vers 1887, il est conduit à effectuer son service militaire dont on connaît une trace: un courrier du 1er août 1890 où le capitaine O. Fadinelli transmet "un grato ricordo di Lei, già mio soldato premuroso affezionato". Il a servi sans doute dans le Génie si l'on en croit des lettres de recommandation du colonel G. Dubois, commandant du 1er régiment du Génie de Pavie, datées du  1er janvier et 2 avril 1892. À la fin de ses obligations militaires, Filoteo Alberini poursuit et complète sa formation à l'Instituto Geografico militare de Florence :

Non vi saprei descrivere la commozione provata il giorno che feci invece l'entrata nell'Istituto geografico militare di Firenze! Quale scuola per me, quante altre belle cose io andavo ad imparare! Topografia, fotografia scientifica, ottica, fotozincografia, fotoincisione, fotocalcografia, telefotografia,galvanoplastica, strumenti geodesici... io ero finalmente nel mio regno! Poco amante dei divertimenti, non perdevo il mio tempo: giorno e notte io lavoravo e studiavo.


ALBERINI, 1923: 6.

Le cinématographe (1895-1906)

Alors que Filoteo Alberini se promène sous les arcades de la piazza Vittorio Emanuele, il est attiré par une annonce vantant les mérites d'un nouvel appareil, le kinétoscope, et il rentre dans la boutique pour le voir fonctionner :

Un giorno, passeggiando sotto i portici di Piazza Vittorio Emanuele la mia attenzione fu attrattada un piccolo avviso esposto nella vetrina di un negozio. L'avviso diceva:"Grande novità - Kinetoscopio Edison - Fotografia animata, ecc." Entrato vidi subito che si trattava di un automatico in quanto che funzionava con la introduzione di una moneta in apposita apertura. Dall'apparenza estetica di un elegante mobile e direi quasi di un piccolo pianoforte, introdussi la moneta e portando gli occhi in apposito oculare l'esclamazione di meraviglia mi usci spontanea dalla bocca. Le spire voluttuose dei veli di una ballerina, i cadenzati e vigorosi colpi del fabbro sul ferro rovente, i tenui movimenti del barbiere, tutto un insieme di incomprensibili visioni che mi fecero l'effetto di un sogno fantastico! L'uomo che stava di guardia non volle spiegarsi a rispondere ad alcune mie domande ed andò sulle furie quando gli chiesi di poter vedere l'interno del magico istrumento. Non importa, svelerò io il segreto, pensavo fra me. Infatti poco dopo mi venne in mente una cosa molto semplice: non sarebbe forse meraviglioso poter far vedere quella fotografia animata a centinaia di persone col mezzo della proiezione luminosa sul tipo della vecchia lanterna magica?


ALBERINI, 1923: 7.

Le tout premier kinétoscope est arrivé en Europe, à Paris, dans les locaux du Petit Parisien, en juillet 1894. L'installation de appareil que découvre Filoteo Alberini à Florence est donc à situer au-delà de cette date. Il décide dès lors de construire un cinématographe, opération qui lui prend, selon son témoignage, environ deux mois. Puis, il va déposé son brevet le 11 novembre 1895. La genèse de son invention est donc à situer au cours de l'été et/ou de l'automne 1895. Ci-après, il explique les étapes de son travail :

Da quel giorno - anno 1894 [sic]- incomincia la mia vita cinematografica. In quell'epoca non esisteva la pellicola speciale come quella che si usa oggi per il cinematografo, però già esisteva la pellicola fotografica per uso esclusivo delle macchine fotografiche tipo Kodak. Spiegai facilmente come poteva formarsi il movimento delle figure fotografiche. Una serie di rapidissime istantanee doveva dare per risultante l'analisi del movimento, mentre nella successiva visione, diretta od in proiezione, doveva scaturire la sintesi. All'opera quindi: dopo due mesi di paziente lavoro ideai e costruii un apparecchio di presa vedute e al tempo stesso di proiezione animata. Non dico apparecchio di presa cinematografica perché a quell'epoca non esisteva la parola "cinematografo".


ALBERINI, 1923: 7.

Le brevet de Filoteo Alberini porte le nom de "Kinetografo Alberini". Il a donc été déposé le 11 novembre 1895 et enregistré le 31 décembre 1895, à peine trois jours après la présentation du cinématographe Lumière dans la capitale française.

1895 11 11 alberini
Filoteo Alberini, Kinetografo Alberini, 11 novembre 1895
Reproduit dans : BERNARDINI, 1980, p. 202.

Il aurait tourné avec ce cinématographe une vue d'actualité : S.A.R. il Principe di Napoli e la Principessa Elena visitano il Battistero di S. Giovanni a Firenze, selon une source très postérieure. En tout état de cause, Filoteo Alberini  n'a commencé à impressionner, de façon significative, des vues animées qu'à partir de 1904.

Ses innovations photographiques attirent l'attention de la presse étrangère spécialisée. L'Amateur Photographer Public Opinion consacre ainsi quelques lignes à son procédé au bitume :

An Important Novelty in the Bitumen Process : Direct Work from Prints or Original Drawings.—ln introducing a remarkable novelty in connection with process work due to Signor Alberini, of Florence, we may refer to the experiments of Niepce made about 1816, in which this investigator covered metal plates with a thin film of bitumen and exposed under a sketch or print. The exposed parts of the bitumen being rendered insoluble in the usual solvents, the result on development was a bitumen coating corresponding to the white ground of the original, and by now etching the plate an intaglio printing surface was obtained. Alberini now finds that if a bitumen film is sufficiently exposed (5 or 6 hours in sunshine) under a print or original sketch in opaque ink, the exposed part may be removed by treatment with alcohol, a reverse of Niepce’s result being thus obtained. A zinc plate thus prepared may be etched so as to form a typographic block, or may be printed from lithographically. Alberini’s paper is full of interesting suggestions to the process worker, and his method yields very excellent results ; indeed, it may come into very general use as a means of producing a type block from the artist’s sketch, directly and without the use of the camera.—


Amateur Photographer.Public Opinion, 11 novembre 1898, p. 629.

À l'occasion de l'Exposition de Florence (avril-mai 1899) et du deuxième congrès photographique italien, Filoteo Alberini va présenter un nouvel appareil cinématographique, le Cinegrafo. Il dépose donc un nouveau brevet, conjointement avec Anchise Cappelletti et Lionello Ganucci-Cancellieri, pour ce cinématographe (prise de vue, projection et développement). Sur le brevet britannique, on peut lire les lignes suivantes :

The present application for patent for this chrono-photographic apparatus is exclusively for the idea and for the system, which are essentially new and original, for winding off the photographic films, and upon which none of the apparatus of this kind which are at present known are based.


GB17952

L'adresse de résident des trois inventeurs est le 47, via Alfani à Florence. Quelque dix ans plus tard La Revue de photographie revient sur l'invention de Filoteo Alberini en ces termes :

Lors de l’exposition internationale de photographie de Florence, en 1899, un ingénieur du génie civil. M. Albérini. présenta au jury un appareil cinématographique de son invention, dont le principe était assez original. Le Cinésigraphe, tel était son nom de baptême, servait tant à la prise des vues qu’à leur projection. Il employait des films de 80 millimètres de largeur environ, et les images se suivaient, non selon le sens de la pellicule, mais transversalement, en zigzaguant, par échelons. Naturellement, ces images étaient très petites, puisqu’il y en avait six en largeur, ayant environ 12 millimètres de côté, sur 8 millimètres de hauteur, dimensions beaucoup trop exiguës. On comprend combien ce mouvement de translation latérale, avec les arrêts relatifs, se faisant par séries, tantôt dans un sens, tantôt dans l’autre, compliqué du mouvement général de marche de la pellicule avec la vitesse que l’on sait, devait fatiguer le mécanisme et donner des saccades que rien ne pourrait atténuer. Aussi les projections faites devant le jury confirmèrent ces prévisions. Les images dansaient sur l’écran, étaient peu visibles, malgré l’éclairage très intense d’une lampe de 15 ampères, et manquaient de netteté : le tout s’accompagnant d’un vacarme assourdissant. De nouveaux essais, l’année suivante, aboutirent aux mêmes déceptions. Le Cinésigraphe avait vécu.


La Revue de photographie, 6e année, Paris: Photo-club de Paris, 1908, p. 144.

C'est le 8 novembre 1899 que la presse annonce un cinématographe Lumière installé avec le Panorama Internazionale sur la place Vittorio Emanuele. L'appareil appartient, sans doute, à Filoteo Alberini. Le Cinematografo Lumière rencontre un succès public que seul va venir disputer Rodolfo Remondini, un concurrent qui inaugure son salon Edison dans les premiers jours du mois de juin 1900. En réponse à cette situation, l'inventeur va donc aménager une salle indépendance où il installe, à partir du 20 août, son cinématographe Lumière. C'est sans doute celle qu'il évoque dans ses souvenirs :

Un locale ben messo, macchinario perfetto, soggetti variati e nuovi, prezzo d'ingresso basso, tutto un complesso per attirare il pubblico, Un amico che si convinse del mio ragionamento entrò in società con me e fu aperta una sala cinematografica corrispondente alle mie idee, con prezzo d'ingresso di cent, 20. Il successo superò l'aspettativa, Notai con meraviglia che in Firenze nessuno si mosse per fare concorrenza con aprire sale consimili.


ALBERINI, 1923: 7.

La lutte fait rage entre les deux exploitants et Filoteo Alberini ne se prive pas d'utiliser la presse pour faire la publicité de son Cinematografo Lumière :

Al Cinematografo Lumière
Nel ritrovo elegantissimo di Piazza Vittorio Emanuele (Sotto i Portici) convengono ogni sera le famiglie più distinte ad ammirare le fotografie riprodotte al vero delle vedute di a[..]siare [...]-vitá.
Il programma di questa settimana [...] [...] sarà divertentissimo, non si può desiderare migliore per la novità del quadro e per la perfezione con la quale sono eseguite le proiezioni.
Le macchine Lumière (ultimo modello) [hanno] il grande vantaggio su tutte le altre  [....] adoperate, di non far tremare le vedute, [sicché] i soggetti riescono veri e palpitanti [del] nitido sfondo del quadro, senza arrecare [alcun] disturbo all'occhio più delicato.


La Nazione, Florence, dimanche 30 septembre 1900, p. 2.

Finalement, en mai 1901, Filoteo Alberini cède le local à Rodolfo Remondini qui était installé jusqu'alors sur la via Strezzi :

Movimento cinematografico
Coi primi di maggio il Cinematografo di via Strezzi passerà sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele ad il sig. Remondini, ampliando il suo esercizio, darà corso ad una ricca serie di nuove vedute, confermando così la buona fama che ha saputo acquistare qui da noi.
I programmi della giornata saranno illustrati da [se capo] ameno, che non dimenticherà i dolci idili di Barcola o la gaie serenate della laguna veneta, trasportandosi fine alla Via del Paradiso, e così il buon pubblico fiorentino, in piazza Vittorio Emanuele, fra un pezzo di musica e l'altro, potrà far sosta nel Cinematografo Remondini, il quale aderendo a molte richieste, farà anche delle speciali proiezioni umoristiche amore non solo per Firenze, na anche per l'Italia.


La Nazione, Florence, jeudi-vendredi 2-3 mai 1901, p. 2.

Filoteo Alberini ne se résout pas à cet échec et ouvre une nouvelle salle à la fin de l'année 1901 sous le nom de Cosmorama, sur la via Vecchietti 1. Sans beaucoup de publicité, la salle va fonctionner pendant quelque temps jusqu'à la mi-avril 1902. 

Contraint de quitter Florence pour Rome car son poste est transféré dans la capitale italienne, Filoteo Alberini nourrit le projet d'y ouvrir une nouvelle salle cinématographique. C'est ainsi qu'au début de l'année 1904, est inauguré le Cinematografo Moderno :

Cinematografo moderno - Si è inaugurato un nuovo spettacolo degno della capitale, messo con molto gusto artistico ed eleganza. Negli ampli e grandiosi locali terreni del palazzo Calderai e Feltrinelli sotto i portici dell'Exedra di piazza delle Terme il signor Alberini ha presentato il Cinematografo moderno con le sue ultime e nuove applicazioni.
La splendida féerie a colori in 22 quadri La bella addormentata cella quale principia la serie si distingue per i bellissimi costumi, i colori intonati che vi passano dinanzi agli occhi facendevi assistere alle aristocratiche rappresentazioni date allo Châtelet di Parigi, dello stesso spettacolo, per la sue molte repliche divenuto popolare.
Il pubblico che numeroso accorre ne rimane entusiasta e soddisfatto e ciò deve essere d'incoraggiamento al sign. Alberini che ha voluto fornire Roma di uno stabilimento di primo ordine, e quello che più importa, con pressi assolutamente miti per l'attrattiva e la novità dello spettacolo.
Infatti l'ingresso è limitato a solli centesimi venti.


Il Popolo Romano, Rome, vendredi 22 janvier 1904, p. 3.

Dans un article non localisé, Filoteo Alberini évoque avec détail cette salle :

L’inaugurazione del cinema Moderno, per me è una data storica, il 20 gennaio 1904. Posso affermare, onestamente e senza tema di smentite, che tutta la popolazione romana accorse ad ammirare l’allora nuovo ritrovato della scienza: il Cinematografo. Il locale, certo di piccole proporzioni rispetto a quelli di oggi, consisteva in tre sale, quella di centro destinata all’ingresso, quella di sinistra a sala d’aspetto, quella di destra alla cabina delle macchine ed al piccolo laboratorio per la manipolazione delle pellicole di attualità. Dalla sala d’aspetto si accedeva a quella di proiezione. Questa misurava circa 20 metri di lunghezza e 6 di larghezza, di forma un po’ curva a somiglianza del porticato esterno. Il pubblico entrando aveva alla sua sinistra la parete su cui era piazzata la tela, o schermo che dir si voglia, ed in fondo, a destra, la cabina. I posti, semplici sedie, erano 180, ed una piccola zona con 20 poltroncine era riservata a quelli di prima categoria. La decorazione di tutte le sale era sobria, ma per quei tempi, anche elegante. Alle pareti quadri dello scienziato italiano Della Porta, dei francesi Daguerre e Niepce, dell’americano Edison. Nella sala d’ingresso una piccola predella sulla quale un’orchestrina distraeva il pubblico durante l’attesa.
Il locale veniva aperto al pubblico alle due del pomeriggio per chiudersi a mezzanotte inoltrata. Lo spettacolo si componeva generalmente di una pellicola a svolgimento drammatico o fantastico, di una breve visione documentaria e di una scena comica. Il tutto durava circa trenta minuti: in complesso oltre venti rappresentazioni al giorno! L’eco del successo si trasmisse rapidamente nei punti più eccentrici della città. La ressa del pubblico non era limitata solo nell’interno, ma il portico ne era letteralmente stipato. Benchè un servizio di pubblica sicurezza regolasse l’afflusso, quasi tutti i giorni si registrava qualche battibecco e qualche contusione… però nulla di grave.


ALBERINI: [1930]

La presse va suivre les activités de la salle et en octobre, elle annonce l'inauguration de la nouvelle saison : 

Cinematofono - Assistemmo ieri, gentilmente invitati, all'inaugurazione della stagione autunnale negli splendidi locali del Cinematografo Moderno all'Esedra 65. Le sale sono state completamente rimesse a nuovo con eleganza e modernità.
Gli onori di casa vennero fatti coll'abituale cortesia dal direttore Alberini e dai sigg. Palmieri e [Lenti].
Alle gentili signore e signorine vennero offerti dei fiori.
Riscosse meritati applausi la riproduzione del "Barbiere di Siviglia" accompagnata da squisita musica istrumentale diretta dall'egregio maestro Monanni.
La novità tanto attesa del Cinematofono, ossia l'azione simultanea del gramofono e cinematografo, ottenne un effetto lusinghiero. Senza esagerazioni si ha la perfetta illusione di assistere ad una azione vivente. E ne va data viva lode al direttore Alberini che ha saputo sormontare le difficoltà che presentavano simili spettacoli.
Da oggi rappresentazioni continue dalle 14 in poi.


Il Popolo Romano, Roma, mardi 18 octobre 1904, p. 3.

L'année 1904 marque aussi les vrais débuts de Filoteo Alberini comme cinématographiste. En reprenant les projections du Cinematografo Moderno, on peut retrouver nombre de vues générales ou d'actualité et reconstituer, partiellement au moins, une partie de son répertoire.

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Filoteo Alberini et son cinématographe [D. R.] (c. 1900)

Dès cette époque, il est probable que Filoteo Alberini entretienne des relations commerciales avec son ami Dante Santoni avec lequel il fonde, probablement au cours de l'année 1905, le "Primo Stabilimento Italiano di Manifattura Cinematografica Alberini e Santonio", plus connu sous le simple nom d' "Alberino et Santoni". Il semble malgré tout qu'il faille attendre l'été, voire l'automne 1905, pour qu'un début de production se lance ce dont témoigne le 1re Bulletin de l'entreprise, vers le mois de septembre. Sont alors produits Il terremoto in CalabriaLa presa di Roma et  La malia dell'oro.

À la fin du mois d'octobre, l'entreprise inaugure une nouvelle salle consacrée aux panoramas. Le Bollettino della Società fotografica italiana offre une longue description de la sala Torino :

Compiacciamoci sinceramente coi Sigg. Alberini e Santoni perchè loro mercè, d’ora innanzi, anche per l’ arte cinematografica vedremo, ancor una volta, affermarsi l’assioma che l’Italia sa fare da sé emancipandosi, anche in tale artistica industria, dai mercati stranieri.
Il Cinematografo, divertimento dell’occhio e dello spirito, che concede, a coloro che non possono viaggiare, i vantaggi di ammirare nondimeno località lontane, episodi avvenuti ad immense distanze, situazioni inverosimili, esilaranti aneddoti, gustose scenette fantastiche, fu cosi perfezionato dalla Ditta Alberini e Santoni da gareggiare vantaggiosamente coi migliori stabilimenti simili esteri.
Questa Ditta venne fondata nel 1902 dal Sig. Filoteo Alberini inventore del Cinematografo a serie e proprietario del rinomatissimo Cinematografo Moderno di Piazza Esedra, 67, ritrovo della migliore società romana. Egli associavasi nel 1905 col Signor Dante Santoni, e per dare maggior incremento all’azienda, si costruì in Via Appia Nuova, fuori Porta S. Giovanni, uno speciale Stabilimento, dotato di ricco e svariato macchinario, degli ultimi e perfezionati sistemi di riproduzioni cinematografiche, appositamente costruito in Germania e in Francia.
L’edifizio ha un’area di 2000 mq., consta di vari fabbricati, e d’una immensa vasca per la riproduzione di soggetti nautici.
Il fabbricato principale è a tre piani, di cui uno sotto terra per le camere oscure, in esso oltre 50 operaie procedono alla preparazione e colorazione dei Films, e questo numero verrà quanto prima raddoppiato per le ognor crescenti richieste, senza contare poi i provetti artisti che sono man mano assunti a seconda dei soggetti in lavorazione.
Il teatro di posa, tutto a vetri, è di 21 m. per 12,50; ivi sono ideate e riprodotte le varie scene costituenti il soggetto cinematografico, segue il caseggiato per la colorazione, lungo 53 m.
Per la grandiosità dell’impianto, la razionale sua ripartizione e infine per la riconosciuta bontà delle riproduzioni, possiamo asseverare che questo è il primo e unico impianto italiano di manifattura cinematografica.
La sua sede amministrativa è in Roma, Via Torino, 96, senza succursali in altre città.
Tra gli innumerevoli artistici lavori della Alberini e Santoni dobbiamo raccomandare agli ammiratori del Cinematografo la grandiosa ricostruzione storica della Presa di Roma, 20 settembre 1870, serie lunga 250 m., nella quale si è fatto tesoro dei più minuti particolari storici, desunti dai giornali e dalle cronache del tempo, con scenari riprodotti dal vero e azionati, per concessione governativa, da veri soldati delle varie armi e uniformi dell’epoca memoranda nella storia del risorgimento italiano.
Pel suo sapore d’attualità meritano particolare menzione ancora ; la riproduzione dei luttuosi episodi del terribile recente terremoto calabrese, serie interessantissima presa sul luogo e della lunghezza di 200 metri, e una nuovissima féerie: La Malia dell ’oro, con musica espressamente scritta dal valente maestro Bacchini, non-chè una ricca serie di nuove ed esilarantissime scene comiche.
Sono in preparazione molti altri importanti soggetti con musica espressamente scritta, e dei quali, a suo tempo, daremo notizia; intanto osserviamo che questo Stabilimento cinematografico è r unico che abbia corredato i suoi soggetti cinematografici di scelta musica espressamente scritta.
Gli acquirenti dei Films devono perciò acquistare pure lo spartito musicale per piano e, per chi lo richiede si può avere anche la partitura per orchestra.
Lo Stabilimento Alberini e Santoni, che nulla ha risparmiato per assicurarsi un brillante avvenire con l’insuperabile riuscita dei suoi Films, circondandosi dei migliori artisti, con la gran copia di soggetti nuovi, interessantissimi e la ricchezza degli scenari e costumi impiegati, si assicurerà certamente un posto preclaro fra i più rinomati congeneri, e noi, giudicando dal grande successo dei suoi primordi, affermiamo, con perfetta conoscenza di causa, che la spettabile Ditta Alberiini e Santoni raggiungerà, ben presto, tutta quella massima prosperità e rinomanza che ben si merita.
Come membri della stampa romana abbiamo il 28 ottobre 1905 assistito all’inaugurazione della nuova Sala Panoramica che l’attività fenomenale dell’egregio Signor Filoteo Alberini apriva in Via Torino, no, ni e 112.
Le scene bellissime e di squisito gusto artistico, ideate e dirette dal chiarissimo Prof. Baldassarre Surdi, rappresentano la Terra Santa di Palestina ove si svolse il gran dramma cristiano.
I nostri rallegramenti pertanto all’ egregio Signor Filoteo Alberini, Direttore e Proprietario del Cinematografo Moderno e della Sala Panoramica, sempre primo nell’offrire al pubblico intelligente, sani e artistici spettacoli.


Bollettino della Società fotografica italiana, 18e année, 1906, Florence: Società fotografica italiana, p. 38-39

 

En février 1906, Filoteo Alberini inaugure une nouvelle salle, le Gran Salone Lumière :

L'inaugurazione del cinematografo Lumière.-Con numerosi inviti, ieri il sign. Alberini, proprietario del cinematografo Moderno, inaugurò il Gran salone Lumière al palazzo Altieri, in via del Gesù.
Vennero riprodotte varie scene, fra cui tutto il Romanzo di Pierrot, con rara precisione e senza deplorare quell'oscillazione purtroppo solita a verificarsi nelle rappresentazioni cinematografiche.
Il locale, addobbato molto elegantemente, è spazioso e si presta ad accogliere numeroso pubblico.


Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, Rome, vendredi 23 février 1906, p. 866.

 

 

 

  

Filoteo Alberini racconta come fece debuttare Petrolini sullo schermo

Com’era la sala del cinema moderno 99 anni fa? Ce lo racconta lo stesso Alberini seduto ad un tavolino di un caffè sotto i portici dell’Esedra, nei primi anni ’30 del secolo scorso:

L’inaugurazione del cinema Moderno, per me è una data storica, il 20 gennaio 1904. Posso affermare, onestamente e senza tema di smentite, che tutta la popolazione romana accorse ad ammirare l’allora nuovo ritrovato della scienza: il Cinematografo. Il locale, certo di piccole proporzioni rispetto a quelli di oggi, consisteva in tre sale, quella di centro destinata all’ingresso, quella di sinistra a sala d’aspetto, quella di destra alla cabina delle macchine ed al piccolo laboratorio per la manipolazione delle pellicole di attualità. Dalla sala d’aspetto si accedeva a quella di proiezione. Questa misurava circa 20 metri di lunghezza e 6 di larghezza, di forma un po’ curva a somiglianza del porticato esterno. Il pubblico entrando aveva alla sua sinistra la parete su cui era piazzata la tela, o schermo che dir si voglia, ed in fondo, a destra, la cabina. I posti, semplici sedie, erano 180, ed una piccola zona con 20 poltroncine era riservata a quelli di prima categoria. La decorazione di tutte le sale era sobria, ma per quei tempi, anche elegante. Alle pareti quadri dello scienziato italiano Della Porta, dei francesi Daguerre e Niepce, dell’americano Edison. Nella sala d’ingresso una piccola predella sulla quale un’orchestrina distraeva il pubblico durante l’attesa.

Il locale veniva aperto al pubblico alle due del pomeriggio per chiudersi a mezzanotte inoltrata. Lo spettacolo si componeva generalmente di una pellicola a svolgimento drammatico o fantastico, di una breve visione documentaria e di una scena comica. Il tutto durava circa trenta minuti: in complesso oltre venti rappresentazioni al giorno! L’eco del successo si trasmisse rapidamente nei punti più eccentrici della città. La ressa del pubblico non era limitata solo nell’interno, ma il portico ne era letteralmente stipato. Benchè un servizio di pubblica sicurezza regolasse l’afflusso, quasi tutti i giorni si registrava qualche battibecco e qualche contusione… però nulla di grave.

Nella realizzazione di quello che allora era il mio sogno, avevo voluto considerare il cinematografo sotto tutti gli aspetti, e compresi che sarebbe divenuto un potente ausilio nella scuola, mezzo efficace per la conoscenza e la storia di tutti i paesi del mondo. Fin d’allora si potevano leggere nel mio locale queste massime: “come il tramvai è la carrozza di tutti, il cinematografo è il teatro di tutti”. Sin da quel tempo ciò si dimostrò vero: tutte le categorie sociali assistevano alle rappresentazioni con minima spesa divertendosi un mondo ed in perfetta comunità. Non per nulla un altro cartello diceva: “Il cinematografo è la scuola e l’educazione dell’avvenire”. L’avvenire, in fondo, mi ha dato ragione; ma purtroppo non sempre.

Una delle priorità di Alberini era trovare qualche novità per sorprendere ed attirare il pubblico, e fu così che al Cinema Moderno arrivò il cinema sonoro (forse ispirato al successo del Phono-Cinéma-Théâtre, ma questa è una idea tutta mia):

L’esperimento avvenne a Roma, sempre nel 1904. In un locale oggi scomparso, all’angolo di Santa Maria Maggiore con via Merulana, e cioè all’Arena Italia, dove era stato innalzato all’ombra di un grande pino un piccolo palcoscenico. Fu lì che Ettore Petrolini cantò alcune canzoni del tempo, mentre la macchina da presa e un grammofono riprendevano, contemporaneamente, l’una le mosse, l’altro la voce. Petrolini fu allora compensato con duecento lire e qualche giorno dopo il pubblico l’ammirò sullo schermo del Cinema Moderno, dove per l’occasione erano stati tesi vari fili elettrici, ben visibili quanto inutili, finte pile e condensatori, il tutto per impressionare il buon pubblico della nuova sensazionale invenzione.

Non è la prima volta che sento parlare di questo palcoscenico dell’Arena Italia, teatro di posa dei primi film di Alberini… Andiamo indietro nel tempo fino al 1914. Il nostro testimone è rientrato in redazione per scrivere il pezzo sulla prima visione a Barcellona (Spagna) di Histoire d’un Pierrot, produzione Celio, messa in scena di Mario Caserini, interpreti Francesca Bertini, Leda Gys, Emilio Ghione:

Ricordo che più o meno dieci anni fa, il mio carissimo amico il cav. Alberini cui nessuno può togliere il vanto di essere stato il papà (ahi, quanto prolifico!) dell’industria cinematografica italiana, volle riprodurre in film l’Histoire d’un Pierrot. In Italia non v’era ancora nessun teatro di posa: solo in Roma, fuori Porta San Giovanni, si stava costruendo per conto dell’Alberini quel primo teatro che fu poi… la culla della Cines.

Dove eseguire la cinematografia? … Incontro all’antica basilica di S. Maria Maggiore v’era una specie di caffè-concerto all’aperto; un largo spiazzo, poche fratte di mortella all’ingiro, qualche alberello rachitico… e, nel fondo, il palcoscenico dalla pittura scolorata e un vecchio pianoforte avvezzo alle intemperie… Fu là che il cav. Alberini portò la sua macchina da presa e che venne eseguito il primo negativo della Histoire d’un Pierrot. Vi era anche Mario Caserini; Pierrot era Bianca Visconti, Pochinet Mario Caserini.

Ma il negativo non venne mai pubblicato… Si era pensato che sarebbe stato facile regolarsi con i diritti d’autore, ma invece… (ricorda, comm. Re Riccardi?) la richiesta fu troppo gravosa per allora che il cinematografo era ai sui primi passi (che buoni garretti ha ora, eh?…) e il negativo venne sepolto nel fondo di un armadio.

Peccato… Su questa versione di l’Histoire d’un Pierrot, primo film della ditta Alberini & Santoni ho scritto tanto tempo fa… nel 2008. Adesso la domanda è: che fine ha fatto il film “sonoro” interpretato da Ettore Petrolini? Quanti film sono stati girati sul palcoscenico dell’Arena Italia?

Il 20 gennaio 2014 The Space Cinema Moderno di Roma compierà 100 anni. La storia di questa sala di cinema è legata al ricordo dell’eclettico pioniere Filoteo Alberini, un personaggio che ha meritato in diverse occasioni l’attenzione di questo sito. Questa volta si tratta di una storia (quasi) inedita e completamente dimenticata, dell’altrettanto inedita e dimenticata (senza il quasi) storia del cinema muto italiano.
 
Italy.
An important conference of Italian film hirers took place last week in Rome. Among those present were Signore F. Alberini (Moderne), M. Clerici (Radium), L. Opi (Lux and Umbra), G. Cocanari (Iride), L. Jovinelli (Théâtre Umberto) G. Jovinelli (Iris), Mogla (Bernini), N. Cristofari (Reale), Signo Ercole l'Eltore being in the chair. M. le duc Vircenzo Carraciolo di S. Vito of the firm of Pathé Frères was present by invitation.
The following resolution was passed : - "That the firm of Pathé Frères be invited to adopt the same system of sales as is practised by all other firms, the meeting being of opinion that if the invitation be not accepted it will be necessary for all relations with the firm of Pathé Frères to cease on and after April 15th, 19009."
Five delegates were appointed by the meeting to make known the wishes of the hirers to M. Dreyfus, the representative of the firm in Milan.The Bioscope, jeudi 1er avril 1909, p. 13.

 

alberini fileto portrait 02

 

È morto Filoteo Alberini uno dei pionieri della cinematografia in Italia. La vastissima e continua attività dell' Alberini, si è svolta oltre che nel campo tecnico (costruzione di vari apparecchi da pres e di macchine ausiliarie per le realizzazioni cinematografiche) anche nel compo produttivo. Egli è stato, insieme col Santoni, il fondatore di quella società produttrice "Albertini e Santoni" che, sorta. nel 1905, doveva trasformarsi due anni dopo nella gloriosa "Cines". Tra i moltissimi film da lui realizzati, è che costituiscono i primi esempi di produzione cinematografica italiana di una certa entità è, notevolissima, "La presa di Roma" che fu realizzato nel 1905 in occasione del 35º anniversario dello storico avvenimento. Filoteo Alberini era nato il 14 marzo 1867. La morte lo ha colto nel momento in cui, malgrado la sua tarda età e una grave malattia che lo minava da lungo tempo, egli aveva già concepito e portato quasi a termine un suo sistema per la cinematografia stereoscopica, senza occhiali, per proiezione diretta, sistema che, a detta di molti competenti, dava grandi affidamenti per la soluzione dell'importantissimo problema.


Cinema Illustrazione, 12e année, nº 18, 5 mai 1937, p. 12.

Et après... (1907-1937)

 

Depuis lors, M. Albérini, mieux inspiré cette fois, a implanté à Rome, a l’Exèdre de Termini, un Phono-cinéma-tliéàtre, dont le succès a été énorme. On en dit merveille. Il faut se féliciter de ces résultats splendides qui viennent finalement récompenser la ténacité et l’activité du brave ingénieur.La Revue de photographie, 6e année, Paris: Photo-club de Paris, 1908, p. 143-144.

 

04/12/1909: Cinématographe de poche. (avec Arturo Perugia) (publication: 12/04/1911)

 

03/05/1912: Nouvel appareil pour la prise de vues cinématographiques. (publication 23/09/1912)

29/12/1913: Improvements in Apparatus for Taking Kinematographic Photograms. (publication 28/05/1914)

SANTORI FILMS.-This is a new Italian firm which has just been founded at Rome bay M. Alberini, Italy's first cinematographer, in chronological order. It was he who founded may years ago the first Italian cinematograph company, which eventually became the Cines Company of to-day. The Bioscop, mars-juin 1914, p. 1337.

 

https://www.filmatlas.com/entry/57

Nous recevons communication des statuts de l'Associazione cinematografica regionale romana, prédisée par M. Fileto Alberini.
Droit d'amission: 20 lire.
Contribution annuelle: 60 lire pour les membres résidant à Rome, ou dans les chefs-lieux, et 36 lire pour les membres résidant ailleurs.
La direction est confiée à un Conseil de onze membres, élus pour deux ans et rééligibles.
But de la Société : défense des droits des directeurs de cinémas et de leur personnel.
Siège social: Rome.Ciné-journal, Paris, 11 août 1917, p. 41.

Un lutto del Comm. Alberini
Il consigliere comunale comm. Filoteo Alberini ha avuto oggi la sventura di perdere la consorte, Luigia Maria Pascucci. I funerali avverranno domani alle ore 14.
La notizia recherà un profondo dolore a tutti gli amici ed estimatori del comm. Alberini, che sono molti. Egli è conosciutissimo e benvoluto a Roma, presso ogni classe di persone. Col lavoro, con la sua attività, la sua pertinacia e la genialità delle sue iniziative industriali, è stato un costruttore. Oggi una grande angoscia lo prostra. Quanti gli vogliono bene, si associano al suo lutto. A lui giungano, ed alla sua famiglia, le condoglianze della Tribuna.La Tribuna, Rome, mercredi 25 janvier 1922, p. 3.

 

Voyage à New York 10 septembre 1923.

Appareil de cinématographie panoramique. F. ALBERINI, BP 343.726 du 7 février 1930 (27 juillet 1929).
Le film est entraîné horizontalement de façon intermittente dans une fenêtre cylindrique ; pendant ses périodes d'arrêt, il est balayé par le faisceau lumineux issu de l'objectif qui pivote autour d'un axe vertical passant par son centre optique, et coïncidant avec l'axe du cylindre enveloppé par la fenêtre.Science et Industries photographiques, nº 4, 2e série, Tome III, avril 1932,  p. 150.

26/03/1935: Instrument optique pour la production d'images ayant des effets stéréoscopiques que l'oeil de l'observateur peut percevoir sans l'aide de lunettes ou de dispositifs chromatiques ou mécaniques (publication: 07/10/1936)

 

alberini fileteo 1937 sepulture
Alberini. Caveau familial.
Cimitero comunale Monumentale Campo Verano (Rome)

Sources

ALBERINI Filoteo, "Dalla prima sala cinematografica allo stereocinema", La Rivista cinematografica, 4e année, nº 3, 10 février 1923, Turin, p. 6-8.

BERNARDINI Aldo, Cinema muto italiano. Ambiente, spettacoli e spettatori 1896-1904, Rome: Editori Laterza, 1980, p. 156-171.

BERNARDINI Aldo, Cinema muto italiano. Industria e organizzazione dello spettacolo 1905-1909, Rome. Editori Laterza, 1981, 272 p.

"Il cav. Alberini dal Re. Una nuova macchina cinematografica", La Tribuna, Rome, lundi 8 juin 1914, p. 64.

"Il primo Stabilimento italiano di manifattura cinematografica", Bullettino della Società fotografica italiana, 18e année, 1906, Florence: Società fotografica italiana,p. 38-39.

REDI Riccardo, La Cines. Storia di una casa di produzione italiana, Paolo Emilio Persiani, 2011, 184 p.

3

[1895]

S.A.R. il Principe di Napoli e la Principessa Elena vistano il Battistero di S. Giovanni a Firenze

[1903]

Il palio di Siena

1904

Il banchettissimo dei giornalisti (Roma)

La commemorazione del XX Settembre a Porta Pia (Roma)

Il disastro di Marino nei suoi dettagli (Roma)

Festa del Divino Amore

Festa del I e II reggimento granatieri

Feste di Loubet a Roma

Le feste di Marino col corteo artistico-umoristico

Inaugurazione del monumento a Goethe (Roma)

Un incendio fuori porta San Sebastiano (Roma)

Palio di Siena

Senigallia: sulla spiaggia

Il varo della "Regina Elena" alla Spezia

Visita di Mascagni all'Esposizione

1905

L'accampamento dei bersaglieri a Bracciano

La acciaierie di Terni

L'arrivo dell'Imperatore di Germania (Napoli)

Commemorazione di Garibaldi al Gianicolo (Roma)

Coppa del Re

Corsa alle Capannelle col Derby Reale

La festa del Divino Amore

Le feste castromenie di Marino

Funerali del generale De Sonnaz (Roma)

I funerali del generale Pizzuti

Funerali della guardia assassinata

Una passeggiata al Pincio

Polo a Villa Umberto I (Roma)

Posa della prima pietra delle case operaie a S. Croce in Gerusalemme (Roma)

Saggi ginnastici alla società "Roma"

Il terremoto in Calabria (Settembre 1905)

Tranvia Roma-Civitacastellana

La presa di Roma

La Malia dell’oro

1906

L'arrivo di Buffalo Bill a Roma

Bagni alle acque Albule

I bagni di Ladispoli

Buffalo Bill's Wild West

Caccia alla volpe nella campagna romana

La cascata delle Marmore presso Terni

Concorso ippico

Corrida dei tori

Corsa ciclistica Roma-Napoli

Corso fi fiori a Villa Umberto I

Corteo di vetturini al corso Umberto I

Il derby reale alle Capannelle

La festa del canottieri con l'intervento del Sovrano

Funerali di principe D'Antuni

Funerali di Adelaide Ristori

Funerali di San Marzano

Gita a Napoli

Inaugurazione degli omnibus-automobili (Roma)

Inaugurazione delle case popolari (Roma)

Incendio della stearineria (Roma)

Ingresso trionfale dell'Ammiraglio Togo a Tokio

Kemesse di beneficenza a Villa Umberto I coll'intervento della Regina

Le manovre navali di Taranto

La merca del bestiame nell'agro romano

Mercato dei cocomeri (Roma)

Le nozze Doria-Borromeo

Premiazione all'educatorio "Savoia"

La regina del Mercato al Pincio

Ricevimento degli automobili con l'intervento del Re (Roma)

Solenne processione della Madonna delle Grazie (Roma)

Visita dei Reali di Grecia a Roma

Visita della Regina Madre e della Regina Elena alla scultrice Lola Mora

Tom Butler

Pranzo provvidenziale

La pila elettrica

La gitana

Dopo un veglione

Cuore e patria

Confessione per telefono

Nozze tragiche

Il dessert di Lulù

Ratto di una sposa in bicicletta

Le ore di una mondana

Il pompiere di servizio

Onore rusticano

Otello

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